1Nessuno può essere privato della libertà se non nei casi previsti dalla legge e secondo le modalità da questa prescritte.
2Chi è privato della libertà ha diritto di essere informato immediatamente, in una lingua a lui comprensibile, sui motivi di tale privazione e sui diritti che gli spettano. Deve essergli data la possibilità di far valere i propri diritti. Ha in particolare il diritto di far avvisare i suoi stretti congiunti.
3Chi viene incarcerato a titolo preventivo ha diritto di essere prontamente tradotto davanti al giudice. Il giudice decide la continuazione della carcerazione o la liberazione. Ogni persona in carcerazione preventiva ha diritto di essere giudicata entro un termine ragionevole.
4Chi è privato della libertà in via extragiudiziaria ha il diritto di rivolgersi in ogni tempo al giudice. Questi decide il più presto possibile sulla legalità del provvedimento.
Panoramica
L'articolo 31 della Costituzione federale protegge la libertà personale da interventi statali arbitrari. Disciplina quando e come lo Stato può privare una persona della libertà.
Cosa disciplina la norma?
La disposizione stabilisce quattro regole centrali: in primo luogo, solo una legge può determinare quando è consentita la privazione della libertà (riserva di legge). In secondo luogo, ogni persona incarcerata deve essere immediatamente informata sui motivi. In terzo luogo, le persone in carcerazione preventiva hanno il diritto di essere condotte davanti a un giudice. In quarto luogo, ogni persona che non sia stata incarcerata da un tribunale può adire un tribunale in qualsiasi momento.
Chi è interessato?
Ogni persona in Svizzera può invocare questo diritto fondamentale. Ciò riguarda sia i cittadini svizzeri che gli stranieri. I casi tipici sono la carcerazione preventiva per reati, la carcerazione per l'allontanamento di stranieri senza diritto di soggiorno o il ricovero coatto in cliniche psichiatriche.
Esempi concreti
Se la polizia arresta qualcuno per sospetto di furto, deve informare immediatamente la persona del motivo e condurla davanti a un giudice entro 24 ore. Il giudice verifica poi se la carcerazione è giustificata. Per gli stranieri senza documenti validi, l'autorità può ordinare una carcerazione per l'allontanamento, ma solo se una legge lo consente espressamente.
Conseguenze giuridiche
Le violazioni di queste regole rendono illegale la privazione della libertà. La persona interessata può esigere l'immediata liberazione e ha diritto al risarcimento danni. Le autorità devono rispettare termini rigorosi e possono privare della libertà solo per motivi definiti dalla legge.
Art. 31 Cost. — Privazione della libertà
#Dottrina
#1. Genesi della norma
N. 1 La vigente Cost. codifica all'art. 31 in modo esplicito e quadripartito le garanzie in caso di privazione della libertà. La vCost. del 1874 non conteneva una disposizione corrispondente. Il Tribunale federale aveva tuttavia già sviluppato, sulla base del diritto fondamentale non scritto dell'habeas corpus e del diritto generale alla libertà, garanzie minime anche sotto la vecchia Costituzione (cfr. Häfelin/Haller/Keller/Thurnherr, Schweizerisches Bundesstaatsrecht, 10a ed. 2020, N 404 segg.).
N. 2 Nell'avamprogetto del 1995 la futura disposizione non era ancora nella sua forma definitiva; il rapporto esplicativo AP 1995 si occupava alle pp. 66 seg. della delimitazione sistematica tra diritti fondamentali classici e i nuovi obiettivi sociali introdotti. L'art. 31 Cost. nella sua forma attuale corrisponde materialmente all'art. 27 del progetto del Consiglio federale del 1996 (AP 96). Il Consiglio federale constatava nel suo messaggio del 20 novembre 1996 che l'art. 27 AP 96 non aveva una corrispondente disposizione nella precedente Cost., ma che le garanzie erano già assicurate dal diritto costituzionale non scritto e dalla CEDU (FF 1997 I 185 seg.; FF 1997 I 563, 594). Lo scopo della revisione totale era pertanto l'aggiornamento del diritto costituzionale vigente e una disciplina più chiara e trasparente delle garanzie procedurali.
N. 3 Nel corso della procedura parlamentare si creò una divergenza tra il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati in merito al capoverso 2. Il Consiglio nazionale aggiunse come nuova frase il diritto esplicito di far avvisare i propri congiunti. Il relatore Marty Dick (R, TI) illustrò al Consiglio degli Stati la posizione della commissione, che raccomandava di aderire alla versione del Consiglio nazionale: «Nous estimons que la différence n'est pas importante et surtout qu'elle ne mérite pas une divergence. Néanmoins, nous pensons que la version du Conseil national n'est pas très heureuse parce qu'on peut peut-être imaginer que le fait de faire avertir …» (AB 1998 SR). Il Consiglio degli Stati aderì infine alla versione del Consiglio nazionale. La conferenza di conciliazione chiuse le divergenze residue il 14/15 dicembre 1998; entrambe le Camere approvarono il testo nel voto finale il 18 dicembre 1998.
N. 4 La struttura quadripartita della norma — legalità (cpv. 1), diritti all'informazione (cpv. 2), presentazione a un giudice in caso di carcerazione preventiva (cpv. 3), controllo giudiziario generale della detenzione (cpv. 4) — rispecchia consapevolmente le diverse garanzie parziali sancite dall'art. 5 CEDU. Con l'entrata in vigore del CPP il 1° gennaio 2011, le garanzie procedurali previste dall'art. 31 Cost. sono state concretizzate in modo esaustivo a livello di legge (art. 197 segg. CPP).
#2. Inquadramento sistematico
N. 5 L'art. 31 Cost. appartiene alla seconda sezione della Costituzione federale (diritti fondamentali, art. 7–36 Cost.). La norma si trova in uno stretto rapporto sistematico con l'art. 10 cpv. 2 Cost. (libertà personale, in particolare libertà di movimento), che tutela il diritto materiale, mentre l'art. 31 Cost. raccoglie le garanzie procedurali in caso di ingerenza nella libertà personale mediante privazione della libertà. ↔ Art. 10 cpv. 2 Cost.
N. 6 Rispetto alle garanzie procedurali generali degli art. 29–30 Cost., l'art. 31 Cost. costituisce una lex specialis: nella misura in cui si tratta di privazione della libertà, prevalgono le garanzie specifiche dell'art. 31 Cost. Sussidiariamente si applicano le garanzie procedurali complementari (in particolare il diritto di essere sentiti ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost.) nel procedimento di controllo della detenzione (DTF 133 I 270 consid. 3.1). → Art. 29 Cost.; → Art. 30 Cost.
N. 7 L'art. 31 Cost. corrisponde nei suoi contenuti essenziali all'art. 5 CEDU (diritto alla libertà e alla sicurezza) e all'art. 9 del Patto ONU II. Entrambi gli strumenti sono giuridicamente vincolanti per la Svizzera (CEDU dal 1974, Patto ONU II dal 1992). Il Tribunale federale interpreta l'art. 31 Cost. in conformità con la Convenzione per quanto possibile, ma all'art. 31 cpv. 4 Cost. va oltre il contenuto protettivo dell'art. 5 n. 4 CEDU (→ N. 23 segg.). → Art. 190 Cost.
N. 8 Per le restrizioni dei diritti fondamentali valgono i requisiti generali dell'art. 36 Cost.: base legale, interesse pubblico e proporzionalità. L'art. 36 cpv. 1 frase 2 Cost. esige per le restrizioni gravi — tra cui rientra la privazione della libertà — una base nella legge stessa. Ciò corrisponde al tenore letterale dell'art. 31 cpv. 1 Cost. → Art. 36 Cost.
#3. Elementi costitutivi / contenuto della norma
3.1 Nozione di privazione della libertà (cpv. 1)
N. 9 L'elemento costitutivo centrale di tutti e quattro i capoversi è la nozione di privazione della libertà (privation de liberté / privazione della libertà). Secondo giurisprudenza costante, si intende per tale una trattenuta in un luogo determinato e circoscritto per una certa durata, ordinata dall'autorità statale contro o senza la volontà della persona interessata. Sono determinanti la natura, la durata, l'entità e l'intensità della misura nel loro effetto complessivo (DTF 134 I 140 consid. 3.2). Esempi tipici sono la carcerazione preventiva e di sicurezza, il collocamento a scopo di assistenza (PAFA) e la carcerazione amministrativa in materia di stranieri. Le mere restrizioni della libertà — come un divieto di accesso a una zona — non rientrano nell'art. 31 Cost., bensì nell'art. 10 cpv. 2 Cost. (DTF 134 I 140 consid. 3.3).
N. 10 La privazione della libertà deve essere ordinata dall'autorità statale. Gli atti di privati (p. es. arresto da parte di privati) sono inclusi nella misura in cui organi statali li autorizzino o li tollerino. È irrilevante la denominazione della misura nel diritto nazionale; è determinante l'effetto concreto (Müller/Schefer, Grundrechte in der Schweiz, 4a ed. 2008, p. 95 seg.).
3.2 Legalità (cpv. 1)
N. 11 Il capoverso 1 contiene un duplice requisito di legalità: la privazione della libertà deve avvenire nei casi previsti dalla legge stessa (presupposti materiali) e nelle forme da essa prescritte (procedura). La legge deve descrivere le ingerenze con sufficiente determinatezza affinché le persone interessate possano orientare il loro comportamento di conseguenza. Per la carcerazione amministrativa, il Tribunale federale ha confermato che il requisito della legge stessa — ossia della legge in senso formale, non di una semplice ordinanza — è imperativo (DTF 142 I 135 consid. 4.1; DTF 140 II 1 consid. 2.1). In caso di esecuzione anticipata della pena, il titolo giuridico rimane il mandato di carcerazione previsto dal diritto processuale penale; la pena detentiva attesa da sola non giustifica la privazione della libertà (DTF 143 IV 160 consid. 2.2).
N. 12 Il numerus clausus dei motivi di carcerazione (pericolo di fuga, di collusione, di recidiva, di esecuzione; art. 221 CPP) è l'espressione a livello di legge ordinaria del principio di legalità materiale ai sensi del cpv. 1. Deve essere sempre presente anche un fondato sospetto di reato. Il Tribunale federale esamina la proporzionalità della detenzione in modo autonomo e completo, ossia indipendentemente dalla valutazione dell'istanza inferiore (DTF 132 I 21 consid. 2.1; DTF 133 I 270 consid. 2.2).
3.3 Diritti all'informazione (cpv. 2)
N. 13 Il capoverso 2 contiene tre pretese distinte che sorgono immediatamente dopo la carcerazione: (1) il diritto all'informazione sui motivi della privazione della libertà in una lingua comprensibile alla persona; (2) il diritto di far valere i propri diritti; (3) il diritto di far avvisare i propri congiunti. Il diritto all'avviso dei congiunti è stato inserito nel corso della procedura parlamentare dal Consiglio nazionale (→ N. 3).
N. 14 Il criterio della «lingua comprensibile» non è limitato alle lingue ufficiali; riguarda anche il caso in cui la persona detenuta non comprenda alcuna lingua ufficiale. Se necessario, devono essere interpellati interpreti. Tale garanzia è presupposto per un esercizio effettivo degli altri diritti. Il diritto al gratuito patrocinio nel procedimento di controllo della detenzione (art. 29 cpv. 3 Cost.) scaturisce dalla pretesa di informazione e di tutela dei diritti del cpv. 2 e ne costituisce il prolungamento processuale (DTF 134 I 92 consid. 1 segg.).
3.4 Presentazione a un giudice in caso di carcerazione preventiva (cpv. 3)
N. 15 Il capoverso 3 si applica specificamente alla carcerazione preventiva (detenzione penale ai sensi degli art. 221 seg. CPP). Esso contiene due pretese: (1) presentazione immediata a un giudice; (2) pronuncia entro un termine ragionevole. La prima pretesa corrisponde all'art. 5 n. 3 CEDU, secondo cui ogni persona arrestata deve essere «condotta al più presto dinanzi a un giudice o a un altro magistrato autorizzato dalla legge ad esercitare funzioni giudiziarie».
N. 16 Il principio di celerità è il principio fondamentale della carcerazione penale. Il Tribunale federale ne ha dedotto che la sospensione legale dei termini per il ricorso al Tribunale federale (art. 46 cpv. 1 LTF) non si applica nei casi di detenzione (DTF 133 I 270 consid. 1.2.2). I ricorsi in materia di carcerazione devono essere trattati con assoluta priorità.
N. 17 Il precetto della pronuncia entro un termine ragionevole (cpv. 3 frase 2) vieta una durata eccessiva della detenzione. Quest'ultima si configura quando la durata della detenzione si avvicina alla sanzione privativa della libertà prevedibile. Nella valutazione occorre tener conto della gravità delle accuse, della complessità del procedimento e del comportamento delle parti (DTF 133 I 168 consid. 4.1; DTF 128 I 149 consid. 2.2.1). La detenzione estradizionale computabile sulla pena deve in linea di principio essere inclusa nell'esame della proporzionalità (DTF 133 I 168 consid. 4.1).
3.5 Diritto generale al controllo giudiziario della detenzione (cpv. 4)
N. 18 Il capoverso 4 si applica a tutti i casi di privazione della libertà che non siano stati ordinati da un tribunale. La disposizione sancisce un diritto in qualsiasi momento di adire un tribunale. Ciò è più ampio dell'art. 5 n. 4 CEDU, che garantisce soltanto il diritto di presentare un'istanza. L'art. 31 cpv. 4 Cost. attribuisce alla persona detenuta il diritto di determinare autonomamente il momento dell'adizione del giudice; questi deve ricevere l'istanza e statuire su di essa il più rapidamente possibile (DTF 137 I 23 consid. 2.4.2 seg.).
N. 19 Il capoverso 4 è una garanzia autonoma rispetto alle norme di controllo obbligatorio della detenzione del diritto ordinario (p. es. art. 80 cpv. 2 LStr: termine di 96 ore). L'art. 80 cpv. 2 LStr si rivolge all'autorità di esecuzione; l'art. 31 cpv. 4 Cost. attribuisce al detenuto stesso il diritto di adire il giudice. Entrambe le norme possono essere applicate parallelamente (DTF 137 I 23 consid. 2.4.4 seg.). Il primo controllo della detenzione deve avvenire «il più rapidamente possibile» — in caso di carcerazione Dublino il termine di 96 ore dell'art. 80 cpv. 2 LStr costituisce il parametro di riferimento (DTF 142 I 135 consid. 3.3).
#4. Conseguenze giuridiche
N. 20 Una privazione della libertà avvenuta senza base legale o in modo contrario alla legge è illegittima. La conseguenza giuridica immediata è la scarcerazione della persona detenuta. Il giudice della detenzione deve porre fine d'ufficio a una privazione della libertà incostituzionale; non occorre una richiesta o una censura di parte.
N. 21 Le violazioni delle garanzie del capoverso 2 (diritti all'informazione) non comportano automaticamente la scarcerazione, ma possono condurre nel procedimento penale a divieti di utilizzazione delle prove o incidere sulla validità delle dichiarazioni. Nel procedimento di controllo della detenzione costituiscono censure autonome.
N. 22 Il diritto al controllo della detenzione ai sensi del capoverso 4 non è subordinato a un interesse attuale non appena garanzie della CEDU vengano fatte valere in modo difendibile o si pongano questioni di principio che possono ripresentarsi in qualsiasi momento (DTF 142 I 135 consid. 1.3; DTF 136 I 274 consid. 1.3). Una violazione dell'art. 5 n. 4 CEDU o dell'art. 31 cpv. 4 Cost. può essere sanzionata con una decisione di accertamento anche dopo la scarcerazione (DTF 142 I 135 consid. 3.4 e 6.1).
#5. Questioni controverse
N. 23 Rapporto tra l'art. 31 cpv. 4 Cost. e l'art. 5 n. 4 CEDU: In dottrina è controverso in quale misura il contenuto protettivo dell'art. 31 cpv. 4 Cost. vada oltre l'art. 5 n. 4 CEDU. Müller/Schefer (Grundrechte in der Schweiz, 4a ed. 2008, p. 109) sottolineano che il diritto di adire il giudice «in qualsiasi momento» ai sensi dell'art. 31 cpv. 4 Cost. attribuisce al detenuto una posizione più attiva rispetto all'art. 5 n. 4 CEDU, che sancisce soltanto il diritto «di presentare» un'istanza. Il Tribunale federale ha confermato questa interpretazione nella DTF 137 I 23 consid. 2.4.2 e ha qualificato l'art. 31 cpv. 4 Cost. come manifestazione particolare del divieto di denegata giustizia. Kiener/Kälin (Grundrechte, 2a ed. 2013, p. 66) condividono questa posizione, ma invitano alla prudenza riguardo alla questione di quanto rapidamente il tribunale debba statuire.
N. 24 Applicabilità delle garanzie detentive in caso di esecuzione anticipata della pena: Era controverso se un detenuto che abbia acconsentito all'esecuzione anticipata della pena possa in qualsiasi momento presentare un'istanza di scarcerazione. Il Tribunale federale ha risposto affermativamente nella DTF 143 IV 160 consid. 2.3 e ha precisato la giurisprudenza precedente (DTF 104 Ib 24; DTF 117 Ia 72): il consenso è revocabile; dopo la presentazione di un'istanza di scarcerazione devono essere esaminati i presupposti legali della detenzione ai sensi dell'art. 221 CPP. Rhinow/Schefer/Uebersax (Schweizerisches Verfassungsrecht, 3a ed. 2016, N 1553) avevano già precedentemente sostenuto che le garanzie procedurali dell'art. 31 Cost. devono essere in linea di principio irrinunciabili.
N. 25 Delimitazione tra privazione della libertà e restrizione della libertà: La dottrina discute i criteri di delimitazione. La formula del Tribunale federale (natura, durata, entità, intensità: DTF 134 I 140 consid. 3.2) corrisponde alla giurisprudenza della Corte EDU (Guzzardi c. Italia, 6 novembre 1980, n. 92). Häfelin/Haller/Keller/Thurnherr (Bundesstaatsrecht, 10a ed. 2020, N 409) rilevano che i controlli di polizia di breve durata non costituiscono ancora una privazione della libertà a determinate condizioni, mentre un trattenimento di più ore vi rientra in linea di principio.
N. 26 Interesse all'accertamento dopo la scarcerazione: Nella giurisprudenza e in dottrina è riconosciuto che un interesse attuale alla tutela giurisdizionale riguardo a un ricorso in materia di detenzione sussiste eccezionalmente anche dopo la scarcerazione qualora vengano in questione pretese derivanti dalla CEDU (DTF 136 I 274 consid. 1.3; DTF 142 I 135 consid. 1.3.2). Rhinow/Schefer/Uebersax (Verfassungsrecht, 3a ed. 2016, N 1557) accolgono favorevolmente questa giurisprudenza quale necessaria conseguenza dell'interesse alla riabilitazione derivante dalla CEDU.
#6. Indicazioni pratiche
N. 27 Adizione immediata del tribunale: L'art. 31 cpv. 4 Cost. consente di adire immediatamente un tribunale dopo la privazione della libertà e indipendentemente dai procedimenti ufficiali di controllo della detenzione. L'autorità di esecuzione non può rinviare l'istanza alla scadenza di un termine legale (p. es. 96 ore ai sensi dell'art. 80 cpv. 2 LStr) né considerarla priva di oggetto (DTF 137 I 23 consid. 2.5). Ciò vale anche per la carcerazione Dublino ai sensi dell'art. 76a LStr (DTF 142 I 135 consid. 3.2 seg.).
N. 28 Principio di celerità nei ricorsi in materia di carcerazione: I ricorsi contro la carcerazione penale devono essere trattati con priorità assoluta; la sospensione dei termini durante le ferie ai sensi dell'art. 46 cpv. 1 LTF non si applica (DTF 133 I 270 consid. 1.2.2). Lo stesso vale secondo la giurisprudenza della II Corte di diritto pubblico per la carcerazione in materia di stranieri in determinate costellazioni (DTF 142 I 135 consid. 1.2.3).
N. 29 Proporzionalità della durata della detenzione: Il giudice della detenzione deve raccogliere attivamente gli atti necessari per valutare la proporzionalità; valutazioni generiche senza conoscenza degli atti violano l'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 133 I 270 consid. 3.4.3). Se la durata della detenzione si avvicina alla pena prevedibile, è richiesta particolare diligenza, poiché il giudice di merito tende a computare la carcerazione preventiva sulla pena (DTF 133 I 168 consid. 4.1).
N. 30 Misure sostitutive: La detenzione è l'ultima ratio; il giudice della detenzione deve sempre esaminare se le misure sostitutive (cauzione, divieto di espatrio e di consegna di documenti, sorveglianza elettronica; art. 237 CPP) soddisfino parimenti lo scopo della detenzione. L'omissione di tale esame viola l'art. 29 cpv. 2 Cost. e l'art. 31 cpv. 3 Cost. (DTF 133 I 270 consid. 3.3).
N. 31 Obbligo di motivazione del giudice della detenzione: Le decisioni in materia di detenzione sono soggette a requisiti di motivazione rafforzati, in quanto costituiscono un'ingerenza grave nella libertà personale. Ciò vale in particolare quando è competente una sola istanza giudiziaria (DTF 133 I 270 consid. 3.5.1). Con l'entrata in vigore del CPP (art. 224 segg.) le garanzie procedurali in caso di pronuncia della carcerazione sono oggi disciplinate in modo esaustivo.
N. 32 Garanzie parallele della CEDU: L'art. 31 Cost. deve essere sempre interpretato alla luce dell'art. 5 CEDU e della giurisprudenza della Corte EDU. Laddove l'art. 31 Cost. ha lo stesso contenuto protettivo (cpv. 1–3), la prassi di Strasburgo funge da ausilio interpretativo determinante; laddove l'art. 31 cpv. 4 Cost. va oltre l'art. 5 n. 4 CEDU (→ N. 23), il livello minimo di protezione costituzionale costituisce il limite inferiore.
#Giurisprudenza
La giurisprudenza sull'art. 31 Cost. si articola secondo le diverse forme di privazione della libertà e le garanzie procedurali. Il Tribunale federale ha sviluppato una giurisprudenza estensiva che precisa sia i presupposti materiali sia i requisiti procedurali.
#Legalità della privazione della libertà (cpv. 1)
BGE 140 II 1 (9.12.2013) Principio di legalità della privazione amministrativa della libertà nel diritto degli stranieri. La decisione precisa che una seconda carcerazione amministrativa nello stesso procedimento di allontanamento è ammissibile solo in caso di circostanze modificate in modo decisivo.
«L'ordinanza della carcerazione per l'espulsione dopo una scarcerazione nel medesimo procedimento di allontanamento presuppone che sussistano nuove circostanze rilevanti per la decisione.»
BGE 134 I 140 (31.1.2008) Distinzione tra limitazione della libertà e privazione della libertà nelle misure di protezione contro la violenza. Questa decisione di principio definisce la soglia della privazione della libertà costituzionalmente rilevante.
«Il concetto di ‹privazione della libertà› ai sensi dell'art. 5 CEDU e dell'art. 31 Cost. non deve essere inteso solo come detenzione in senso stretto. Viceversa, non ogni forma di limitazione della libertà rientra in questa garanzia, ma solo le limitazioni della libertà di una certa portata e di una certa intensità.»
#Diritti di informazione e notificazione (cpv. 2)
BGE 134 I 92 (1.1.2008) Diritto al patrocinio gratuito nel procedimento di controllo della detenzione del diritto degli stranieri. La decisione concretizza i diritti delle persone detenute nella carcerazione in vista dell'esecuzione.
«La carcerazione in vista dell'esecuzione presuppone un ‹procedimento di espulsione pendente› e si fonda pertanto sul diritto convenzionale sull'art. 5 n. 1 lett. f CEDU.»
#Carcerazione preventiva e comparizione davanti al giudice (cpv. 3)
BGE 133 I 270 (14.9.2007) Sospensione dei termini nella detenzione penale processuale e obbligo di accelerazione. Questa decisione guida sottolinea la particolare urgenza dei ricorsi contro la detenzione.
«La sospensione legale dei termini per il ricorso al Tribunale federale non si applica nei casi riguardanti la detenzione penale processuale.»
BGE 133 I 168 (11.5.2007) Principio di proporzionalità nella durata della carcerazione preventiva. La decisione sviluppa criteri per la durata massima della detenzione in relazione alla pena da aspettarsi.
«Viola il principio di proporzionalità se la durata della carcerazione preventiva si avvicina molto temporalmente alla pena detentiva concretamente da aspettarsi.»
BGE 132 I 21 (23.3.2006) Pericolo di collusione come motivo di detenzione nella detenzione per sicurezza dopo il rinvio a giudizio. La decisione concretizza i motivi speciali di detenzione nei reati gravi.
«Collusione significa in particolare che l'imputato si mette d'accordo con testimoni, persone informate sui fatti, periti o coimputati o li induce a fare dichiarazioni contrarie al vero.»
BGE 128 I 149 (2.5.2002) Particolare pericolo di collusione nei reati sessuali e obbligo di accelerazione. La decisione mostra i limiti della durata della detenzione in caso di perizie difficili.
«La censura secondo cui l'obbligo di accelerazione sarebbe violato è sussidiaria nel procedimento di controllo della detenzione. Può essere accolta solo se non era già oggetto delle ordinarie censure procedurali.»
BGE 139 IV 270 (16.10.2013) Detenzione per sicurezza durante il procedimento di appello. La decisione tratta la ripartizione delle competenze tra i diversi stadi procedurali.
«Nonostante il tenore letterale dell'art. 233 CPP, non contraddice il senso e lo scopo di questa disposizione se la direzione del procedimento del tribunale d'appello ordina o prolunga la detenzione per sicurezza.»
BGE 143 IV 160 (16.2.2017) Esecuzione anticipata di pene e misure nelle istanze di scarcerazione. La decisione chiarisce la natura giuridica della carcerazione preventiva in caso di condanna da aspettarsi.
«L'esecuzione anticipata della pena si riferisce unicamente all'esecuzione della carcerazione preventiva e della detenzione per sicurezza. Titolo giuridico per la privazione della libertà connessa non è la pena da aspettarsi, ma l'ordinanza di detenzione vigente.»
BGE 143 IV 316 (16.8.2017) Sospetto urgente di reato nei crimini contro l'umanità. Questa decisione mostra i requisiti speciali nei reati internazionali.
«Sospetto urgente di reato nel procedimento di controllo della detenzione, segnatamente all'inizio dell'istruttoria penale; requisiti probatori nelle accuse di tortura.»
BGE 135 I 71 (20.1.2009) Requisito di reati precedenti nel motivo di detenzione del pericolo di recidiva. La decisione concretizza la considerazione delle condanne precedenti nel controllo della detenzione.
«L'art. 369 CP deve essere osservato anche dal giudice della detenzione con l'effetto che le condanne precedenti cancellate dal casellario giudiziale non possono essere considerate nell'esame del motivo di detenzione penale processuale del pericolo di recidiva.»
#Diritto al controllo giudiziario della detenzione (cpv. 4)
BGE 142 I 135 (2.5.2016) Diritto a un rapido controllo giudiziario nella detenzione amministrativa nel procedimento di Dublino. Questa importante decisione rafforza i diritti dei richiedenti l'asilo nel controllo della detenzione.
«Se l'interessato chiede per la prima volta il controllo giudiziario dell'ordinanza di detenzione, questo deve avvenire il più rapidamente possibile. Il termine di 8 giorni secondo l'art. 80a cpv. 4 LStr non riguarda il primo controllo giudiziario della detenzione.»
BGE 137 I 23 (1.1.2010) Rapporto tra l'art. 31 cpv. 4 Cost. e il diritto degli stranieri. La decisione pionieristica chiarisce il diritto di adire in ogni momento un tribunale.
«L'art. 31 cpv. 4 Cost. garantisce il diritto di adire in ogni momento un tribunale. Questo decide il più rapidamente possibile sulla legalità della privazione della libertà.»
BGE 139 I 206 (1.1.2013) Impugnazione delle decisioni di detenzione in caso di prolungamenti. La decisione tratta la legittimazione a ricorrere nelle successive decisioni di detenzione.
«L'impugnazione di una decisione di detenzione del diritto degli stranieri rimane ammissibile, anche se questa è stata sostituita da una decisione di prolungamento, purché sussista un interesse attuale alla protezione giuridica.»
BGE 136 I 274 (11.5.2010) Interesse attuale nei ricorsi contro la detenzione dopo scarcerazione nel frattempo. La decisione tratta i presupposti per l'ulteriore trattamento dei ricorsi contro la detenzione.
«In circostanze particolari il Tribunale federale tratta un ricorso contro la detenzione anche se il ricorrente è stato nel frattempo scarcerato.»
#Detenzione amministrativa del diritto degli stranieri
BGE 139 I 206 (1.1.2013) Durata massima e proporzionalità della carcerazione per l'espulsione. Questa decisione di principio precisa i limiti della detenzione amministrativa.
«La durata massima della detenzione del diritto degli stranieri ammonta in linea di principio a sei mesi, ma può essere prolungata in circostanze particolari a un massimo di diciotto mesi.»
BGE 137 I 296 (1.1.2010) Scarcerazione durante il procedimento di ricorso. La decisione tratta l'interesse alla protezione giuridica in caso di scarcerazione nel frattempo.
«L'interesse attuale alla protezione giuridica nel trattamento di un ricorso contro la detenzione può sussistere anche dopo una scarcerazione nel frattempo, se ricorrono circostanze particolari.»