1Ognuno è presunto innocente fintanto che non sia condannato con sentenza passata in giudicato.
2L’accusato ha diritto di essere informato il più presto possibile e compiutamente sulle imputazioni contestategli. Deve essergli data la possibilità di far valere i diritti di difesa che gli spettano.
3Il condannato ha il diritto di far esaminare la sentenza da un tribunale superiore. Sono eccettuati i casi in cui il Tribunale federale giudica come istanza unica.
Panoramica
L'art. 32 Cost. protegge le persone nei procedimenti penali da trattamenti iniqui. L'articolo contiene tre diritti importanti per tutte le persone contro cui è in corso un procedimento penale.
#Cosa disciplina l'articolo?
La disposizione garantisce tre diritti fondamentali nel procedimento penale: In primo luogo, ogni persona è considerata innocente fino a condanna passata in giudicato (presunzione d'innocenza). In secondo luogo, ogni persona accusata ha il diritto di essere informata rapidamente e completamente sulle accuse e di difendersi. In terzo luogo, ogni persona condannata può far riesaminare la sentenza da un tribunale superiore.
#Chi è interessato?
La protezione vale per tutte le persone in Svizzera, indipendentemente dalla cittadinanza. Ciò comprende sia i procedimenti penali ordinari sia procedimenti simili come le sanzioni del diritto della concorrenza o le indagini di diritto penale tributario. Anche nei procedimenti amministrativi questi diritti possono essere applicabili quando sono minacciate sanzioni di tipo penale.
#Conseguenze giuridiche
La presunzione d'innocenza significa: l'autorità di accusa deve provare la colpevolezza, non la persona accusata la propria innocenza. In caso di dubbio si deve decidere a favore della persona accusata (principio in dubio pro reo). Il diritto all'informazione obbliga le autorità a comunicare le accuse in modo chiaro e comprensibile. Le violazioni di questi diritti possono portare all'annullamento di sentenze o a divieti di utilizzazione delle prove.
#Esempio
Maria è accusata di evasione fiscale. È considerata innocente finché non è pronunciata una sentenza passata in giudicato. Le autorità devono comunicarle esattamente di cosa è accusata e quali prove esistono. Ha diritto a un avvocato e può far esaminare tutte le prove. Se viene condannata, può impugnare la sentenza presso un tribunale superiore.
Art. 32 Cost. — Procedura penale
#Dottrina
#1. Genesi della norma
N. 1 La Cost. 1874 non conteneva alcuna disposizione autonoma sulle garanzie procedurali in materia penale. Il Tribunale federale deduceva la presunzione di innocenza e i diritti della difesa dal principio generale di uguaglianza e dal divieto d'arbitrio di cui all'art. 4 vCost., successivamente integrati dall'art. 6 n. 2 CEDU (in vigore per la Svizzera dal 1974) e dall'art. 14 cpv. 2 Patto ONU II. Con la revisione totale della Costituzione federale, tali garanzie sono state codificate e riconosciute come diritti fondamentali autonomi.
N. 2 Il Consiglio federale ha fondato il proprio messaggio relativo alla nuova Cost. sulla considerazione che la procedura penale può «ledere in modo particolarmente sensibile i diritti della persona interessata», rendendo necessarie garanzie costituzionali specifiche (FF 1997 I 165). L'art. 28 AP 96 non prevedeva ancora una corrispondente disciplina; la struttura in tre capoversi — presunzione d'innocenza, diritto all'informazione e alla difesa, diritto di impugnazione — è stata concepita come codificazione del diritto penale vigente e del diritto convenzionale. Il Consiglio federale ha deliberatamente scelto la formulazione «condanna con sentenza passata in giudicato» in luogo di «prova legale della colpevolezza», al fine di definire con precisione il momento in cui cessa di operare la presunzione (FF 1997 I 166).
N. 3 La garanzia dei rimedi giuridici di cui al cpv. 3 si fonda, secondo il Consiglio federale, sull'art. 2 del 7° Protocollo addizionale alla CEDU nonché sull'art. 14 n. 5 Patto ONU II (FF 1997 I 167). L'eccezione per il Tribunale federale quale unica istanza è stata deliberatamente mantenuta; la soppressione di tale eccezione avrebbe presupposto l'istituzione di un tribunale penale federale di prima istanza, il che al Consiglio federale appariva prematuro. Nel corso della procedura di eliminazione delle divergenze parlamentari, il relatore Frick Bruno (CS) ha qualificato la divergenza residua come «una mera differenza redazionale priva di qualsiasi portata materiale»; entrambe le Camere hanno approvato il testo nella votazione finale del 18 dicembre 1998.
N. 4 Con l'entrata in vigore del Codice di procedura penale svizzero (CPP) il 1° gennaio 2011, le garanzie dell'art. 32 Cost. sono state concretizzate a livello legislativo, in particolare all'art. 10 CPP (presunzione d'innocenza e valutazione delle prove) e all'art. 9 CPP (principio accusatorio). Il Tribunale federale ha constatato tempestivamente che l'art. 32 cpv. 1 Cost. non aveva apportato novità sostanziali rispetto al livello di protezione precedentemente ricavato dall'art. 4 vCost. (DTF 127 I 38 consid. 2b).
#2. Inquadramento sistematico
N. 5 L'art. 32 Cost. è un diritto fondamentale ai sensi degli artt. 7–36 Cost. e sancisce garanzie procedurali specifiche per la procedura penale. La norma è in stretto rapporto con altri diritti procedurali fondamentali: ↔ art. 29 Cost. (garanzie procedurali generali, diritto di essere sentito), ↔ art. 30 Cost. (garanzie giudiziarie, equo processo), ↔ art. 31 Cost. (privazione della libertà). Nei confronti dell'art. 29 Cost., l'art. 32 Cost. si configura come lex specialis per la procedura penale (Häfelin/Haller/Keller/Thurnherr, Diritto costituzionale federale svizzero, 10a ed. 2020, N 814 segg.).
N. 6 In quanto diritto fondamentale opponibile alle autorità statali (→ art. 35 Cost.), l'art. 32 Cost. vincola anzitutto lo Stato. Le garanzie operano primariamente come diritti di difesa: tutelano l'imputato da ingerenze statali sotto forma di errata ripartizione dell'onere della prova, mancata informazione o diniego del rimedio giuridico. Un effetto diretto nei confronti dei terzi è escluso; la norma dispiega tuttavia un'efficacia indiretta sul diritto processuale penale (→ art. 36 Cost. per le restrizioni).
N. 7 Il Tribunale federale applica l'art. 32 Cost. parallelamente all'art. 6 n. 2 e n. 3 CEDU nonché all'art. 14 cpv. 2 e 3 Patto ONU II; di regola i diritti convenzionali non offrono una tutela più estesa. Il margine di interpretazione autonoma del Tribunale federale rispetto alla giurisprudenza di Strasburgo è praticamente rilevante con riguardo al diritto di esaminare i testimoni a carico (art. 6 n. 3 lett. d CEDU in relazione all'art. 32 cpv. 2 Cost.) e alla portata della garanzia dei rimedi giuridici (art. 2 Prot. 7 CEDU in relazione all'art. 32 cpv. 3 Cost.).
#3. Contenuto normativo
3.1 Presunzione d'innocenza (cpv. 1)
N. 8 L'art. 32 cpv. 1 Cost. — «Ognuno è presunto innocente sino a quando non sia condannato con sentenza passata in giudicato» — contiene, secondo la giurisprudenza consolidata del Tribunale federale, due dimensioni: una regola sull'onere della prova e una regola sulla valutazione delle prove (DTF 127 I 38 consid. 2a; DTF 144 IV 345 consid. 2.2.3).
N. 9 In quanto regola sull'onere della prova, la presunzione d'innocenza significa che spetta all'accusa provare la colpevolezza dell'imputato; l'imputato non è tenuto a provare la propria innocenza. Una sentenza che condanna l'imputato unicamente con la motivazione che questi non ha dimostrato la propria innocenza viola l'art. 32 cpv. 1 Cost. Il rispetto di tale regola è esaminato dal Tribunale federale con piena cognizione (DTF 127 I 38 consid. 2a).
N. 10 In quanto regola sulla valutazione delle prove (in dubio pro reo), la presunzione d'innocenza vieta al giudice penale di condannare un imputato qualora sussistano, da un punto di vista oggettivo, dubbi considerevoli e insopprimibili sulla colpevolezza. La regola è tuttavia limitata nel tempo: non si applica alla raccolta e vaglio dei mezzi di prova — tale operazione è retta dalla libera valutazione delle prove ai sensi dell'art. 10 cpv. 2 CPP — e diviene rilevante soltanto al momento del passaggio dal risultato probatorio all'accertamento dei fatti (DTF 144 IV 345 consid. 2.2.3.1–2.2.3.2; DTF 137 IV 219 consid. 7.3).
N. 11 In quanto regola sulla valutazione delle prove, il principio in dubio non va, secondo la prassi attuale del Tribunale federale, al di là del divieto d'arbitrio (→ art. 9 Cost.): soltanto l'omissione di tenere conto di dubbi «manifestamente rilevanti» o «assolutamente insopprimibili» fonda una violazione; dubbi meramente considerevoli non sono sufficienti (DTF 144 IV 345 consid. 2.2.3.3; confermato in DTF 127 I 38 consid. 2a). Il Tribunale federale esamina liberamente, quale questione di diritto, la violazione nella misura in cui si tratta di stabilire se il giudice avrebbe dovuto nutrire dubbi.
N. 12 La presunzione d'innocenza e il privilegio contro l'autoincriminazione (nemo tenetur se ipsum accusare) sono strettamente connessi. Il privilegio contro l'autoincriminazione, che discende dall'art. 32 Cost. in combinato disposto con l'art. 6 CEDU e l'art. 14 cpv. 3 lett. g Patto ONU II, tutela l'imputato dall'autoincriminazione coatta. Non vi è tuttavia alcun diritto all'anonimato: il diritto al silenzio non si estende all'obbligo di comunicare le proprie generalità (DTF 149 IV 9 consid. 5.2.5).
N. 13 Nella fase istruttoria non vige l'in dubio pro reo, bensì il principio opposto «in dubio pro duriore»: qualora la punibilità non possa essere esclusa con elevata probabilità, occorre promuovere l'accusa. L'art. 32 cpv. 1 Cost. non si applica alla questione dell'abbandono del procedimento (DTF 137 IV 219 consid. 7.3).
N. 14 Il campo d'applicazione dell'art. 32 cpv. 1 Cost. non è limitato alla procedura penale ordinaria. Il Tribunale federale applica la garanzia a tutti i procedimenti nei quali vengono inflitte sanzioni di natura penale o assimilata a quella penale. Le garanzie dell'art. 32 Cost. si applicano così alle sanzioni in materia di cartelli ai sensi dell'art. 49a LCart, le quali, in ragione del loro effetto deterrente e della loro entità, presentano carattere assimilato a quello penale (DTF 139 I 72 consid. 2.2.2). La presunzione d'innocenza riguarda in tale contesto unicamente i dubbi di fatto, non l'interpretazione di nozioni giuridiche indeterminate (DTF 139 I 72 consid. 8.3.1).
3.2 Diritti all'informazione e alla difesa (cpv. 2)
N. 15 L'art. 32 cpv. 2 frase 1 Cost. garantisce a ogni imputato il diritto di essere informato «il più presto possibile e in modo dettagliato» delle accuse contestategli. Tale diritto all'informazione è concretizzato dal principio accusatorio (artt. 9 e 325 CPP): l'atto d'accusa determina l'oggetto del procedimento giudiziario (funzione delimitatrice) e consente all'imputato di preparare la propria difesa (funzione informativa). Il giudice è vincolato ai fatti descritti nell'atto d'accusa (principio di immutabilità), ma non alla loro qualificazione giuridica (DTF 143 IV 63 consid. 2.2).
N. 16 L'atto d'accusa deve descrivere i reati contestati all'imputato in modo sufficientemente preciso, sia sotto il profilo oggettivo sia sotto quello soggettivo. L'imputato non deve rischiare di essere confrontato con nuove accuse soltanto in sede di dibattimento (DTF 143 IV 63 consid. 2.2; confermato in DTF 141 IV 132 consid. 3.4.1).
N. 17 L'art. 32 cpv. 2 frase 2 Cost. garantisce all'imputato di «disporre del tempo necessario per preparare la sua difesa» e di poter far valere i diritti della difesa. Tra questi rientra in particolare il diritto al confronto (diritto di esaminare i testimoni a carico), disciplinato dall'art. 6 n. 3 lett. d CEDU quale specificazione del diritto di essere sentito (→ art. 29 cpv. 2 Cost.). Il Tribunale federale desume il diritto al confronto anche dall'art. 32 cpv. 2 Cost.
N. 18 Il diritto al confronto è assoluto quando il testimone a carico costituisce il mezzo di prova unico o determinante: qualora un testimone a carico, oltre quattro anni dopo la sua prima audizione, si rifiuti di rendere qualsiasi dichiarazione integrativa e il giudice fondi comunque la condanna su tale prima deposizione, si configura una violazione dell'art. 32 cpv. 2 Cost. (DTF 131 I 476 consid. 2.2 e 2.3.4). Il diritto al confronto riveste in tale misura «carattere assoluto», ma nella prassi subisce una relativizzazione quando alla deposizione non viene attribuita un'importanza determinante.
3.3 Garanzia dei rimedi giuridici (cpv. 3)
N. 19 L'art. 32 cpv. 3 Cost. conferisce a ogni condannato il diritto di «far esaminare la sentenza da un tribunale superiore» (principio del doppio grado di giurisdizione in materia penale). Sono eccettuati i casi in cui il Tribunale federale giudica quale unica istanza — un'eccezione che ha perso quasi ogni rilevanza pratica a seguito dell'istituzione del Tribunale penale federale (2004).
N. 20 La garanzia di riesame tutela il diritto a un «secondo esame»: il condannato ha diritto a un controllo nel merito della condanna da parte di un'istanza superiore. Il diritto è sancito dall'art. 2 Prot. 7 CEDU nonché dall'art. 14 cpv. 5 Patto ONU II ed è concretizzato in Svizzera dall'art. 398 CPP (appello). La garanzia dell'art. 32 cpv. 3 Cost. obbliga il legislatore a predisporre una via di ricorso effettiva; la configurazione del procedimento spetta tuttavia al legislatore federale (Rhinow/Schefer/Uebersax, Diritto costituzionale svizzero, 3a ed. 2016, N 2869 seg.).
#4. Conseguenze giuridiche
N. 21 Le violazioni dell'art. 32 Cost. producono conseguenze giuridiche diverse a seconda dello stadio del procedimento. Nel corso di un procedimento penale in atto, una violazione della presunzione d'innocenza può comportare l'annullamento di una condanna, mentre una violazione del diritto all'informazione può condurre all'inutilizzabilità dei mezzi di prova o al rinvio per nuovo giudizio. Il Tribunale federale esamina il rispetto dell'art. 32 cpv. 1 Cost. quale regola sulla valutazione delle prove con piena cognizione riguardo alla questione di diritto se i dubbi considerevoli avrebbero dovuto essere riconosciuti (DTF 144 IV 345 consid. 2.2.3.3).
N. 22 Le deposizioni di testimoni a carico nelle quali l'imputato non ha potuto esercitare efficacemente il diritto al confronto sono in linea di principio inutilizzabili qualora costituiscano il mezzo di prova unico o determinante (DTF 131 I 476 consid. 2.3.4). Per il resto vige quale conseguenza il principio «in dubio pro reo»: qualora il giudice non possa fare affidamento sulla deposizione e non rimanga alcun'altra base probatoria, l'imputato deve essere assolto.
N. 23 Una violazione dell'art. 32 cpv. 3 Cost. si configura quando il diritto cantonale non apre alcuna via di ricorso per le condanne penali o quando una via di ricorso esistente è di fatto inaccessibile. La violazione è censurabile con ricorso in materia penale al Tribunale federale (art. 78 LTF). Le garanzie procedurali di rango costituzionale possono essere limitate dal principio di proporzionalità (→ art. 36 Cost.), purché ne sia preservato il nucleo essenziale.
#5. Questioni controverse
N. 24 È controverso il rapporto tra la presunzione d'innocenza quale regola sulla valutazione delle prove e il divieto generale d'arbitrio (→ art. 9 Cost.). Il Tribunale federale ribadisce costantemente che il principio in dubio quale regola sulla valutazione delle prove «non ha una portata che va al di là del divieto d'arbitrio» (DTF 144 IV 345 consid. 2.2.3.1; DTF 127 I 38 consid. 2a). Per contro, Tophinke nella sua dissertazione (Das Grundrecht der Unschuldsvermutung, 2000, pag. 348) ha sostenuto che l'art. 32 cpv. 1 Cost., in quanto nuovo «diritto costituzionale specifico», costituisce un diritto di controllo autonomo che imporrebbe un esame libero della valutazione delle prove. Il Tribunale federale ha esplicitamente respinto tale posizione già in DTF 127 I 38 consid. 2b. Nel merito, la delimitazione tra dubbi «assolutamente insopprimibili» (violazione dell'art. 32 Cost.) e dubbi meramente «considerevoli» (valutazione giudiziale non arbitraria) rimane dogmaticamente incerta.
N. 25 È controversa la distinzione tra raccolta e valutazione delle prove nell'applicazione del principio in dubio. Il Tribunale federale opera in DTF 144 IV 345 consid. 2.2.3.1 una chiara separazione in due fasi: il principio in dubio non si applica alla raccolta e al vaglio dei mezzi di prova né al valore probatorio dei singoli mezzi di prova; esso opera soltanto nel passaggio dal risultato probatorio all'accertamento dei fatti. Verniory (ZStrR 2000, pag. 401) e Müller (Grundsatz der freien Beweiswürdigung, 1992, pag. 99) hanno fornito un fondamento teorico a tale delimitazione, mentre Forster (ZStrR 1997, pag. 72 seg.) e Nay (ZStrR 1996, pag. 94) osservano criticamente che la distinzione rimane praticamente difficile da gestire nel processo indiziario.
N. 26 Rimane aperta la questione della portata del controllo da parte del tribunale superiore ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 Cost. Il messaggio ha volutamente lasciato aperta la formulazione (FF 1997 I 167). Müller/Schefer (Grundrechte in der Schweiz, 4a ed. 2008, pag. 729) si esprimono a favore di un controllo completo dei fatti da parte del tribunale superiore, al fine di conferire effettività alla garanzia. Il diritto processuale vigente prevede, con l'appello ai sensi dell'art. 398 cpv. 2 CPP, un controllo di fatto tendenzialmente completo, cosicché la controversia pratica è in larga misura risolta.
N. 27 Si discute la portata dell'art. 32 Cost. sui procedimenti sanzionatori assimilati a quelli penali. Il Tribunale federale applica la garanzia, fondandosi sui «criteri Engel» della Corte EDU, alle sanzioni in materia di cartelli (art. 49a LCart) (DTF 139 I 72 consid. 2.2.2). Rimane incerto se la stessa estensione debba applicarsi ad altre sanzioni amministrative — quali le multe disciplinari nel diritto della circolazione stradale o i provvedimenti amministrativi. La dottrina è divisa: Häfelin/Haller/Keller/Thurnherr (N 819 seg.) propendono per un approccio funzionale basato sulla gravità della sanzione, mentre Rhinow/Schefer/Uebersax (N 2865) si fondano sul nucleo essenziale del diritto penale.
#6. Indicazioni pratiche
N. 28 Nella prassi processuale penale, la censura di una violazione dell'art. 32 cpv. 1 Cost. quale regola sulla valutazione delle prove ha scarse prospettive di successo qualora il giudice cantonale abbia effettuato una valutazione delle prove esente da arbitrio. Il Tribunale federale esamina l'accertamento dei fatti soltanto per manifesta inesattezza (art. 97 cpv. 1 LTF). Per fondare una violazione dell'art. 32 cpv. 1 Cost., la parte che la invoca deve dimostrare che il giudice ha condannato pur sussistendo dubbi manifestamente rilevanti.
N. 29 In materia di diritto al confronto (art. 32 cpv. 2 Cost.), è decisivo stabilire se la deposizione del testimone a carico sia determinante per la condanna. I difensori devono chiedere tempestivamente e in forma regolare (conformemente al diritto processuale cantonale) di poter interrogare il testimone a carico. Qualora la domanda venga respinta in sede istruttoria, essa va rinnovata davanti al giudice; un ritardo può comportare la perdita del diritto (DTF 131 I 476 consid. 2.1). Il diritto al confronto vale anche nell'audizione di testimoni-vittime minorenni, ma deve essere ponderato con la tutela delle vittime (art. 8 CEDU).
N. 30 Il principio accusatorio (art. 32 cpv. 2 Cost.) impone che l'atto d'accusa descriva i fatti contestati con sufficiente precisione sotto il profilo del luogo, del tempo e degli elementi soggettivi della fattispecie. Le imprecisioni dell'atto d'accusa riguardanti il luogo del fatto fondano una violazione soltanto se l'imputato ha perso la possibilità di difendersi efficacemente (DTF 143 IV 63 consid. 2.3). L'assenza di qualificazioni giuridiche non fonda una violazione, poiché la qualificazione giuridica è operata autonomamente dal giudice.
N. 31 In caso di sanzioni amministrative assimilate a quelle penali, nell'atto di ricorso dovrebbe essere sempre censurata l'applicabilità dell'art. 32 Cost. e dell'art. 6 CEDU, qualora la sanzione si avvicini al diritto penale per la sua entità o per il suo carattere deterrente. In tali procedimenti l'in dubio pro reo può essere invocato per le questioni di fatto — ma non per le questioni di diritto (interpretazione di nozioni giuridiche indeterminate) — (DTF 139 I 72 consid. 8.3.1). In questi procedimenti il giudice deve esercitare piena cognizione in fatto e in diritto (DTF 139 I 72 consid. 4.5).
N. 32 La limitabilità delle garanzie dell'art. 32 Cost. è retta dall'→ art. 36 Cost. Il nucleo essenziale deve essere preservato in ogni caso (art. 36 cpv. 4 Cost.). Per il cpv. 1 (presunzione d'innocenza) e il cpv. 2 (diritti della difesa), le inversioni legali dell'onere della prova e le presunzioni di un elemento della fattispecie sono ammissibili soltanto nella misura in cui siano proporzionate e la persona accusata possa fornire la prova contraria. Il cpv. 3 (garanzia dei rimedi giuridici) ammette soltanto l'eccezione espressamente normata.
Giurisprudenza
#I. Presunzione di innocenza (capoverso 1)
#1. Fondamenti della presunzione di innocenza
DTF 127 I 38 (14 gennaio 2000) Il Tribunale federale definisce la presunzione di innocenza come principio fondamentale del processo equo. La presunzione di innocenza obbliga l'autorità di accusa all'onere della prova e protegge l'imputato da attribuzioni premature di colpevolezza.
«Secondo il principio 'in dubio pro reo' sancito nell'art. 32 cpv. 1 Cost. e nell'art. 6 n. 2 CEDU, fino alla prova legale della colpevolezza si deve presumere che l'accusato di un'azione punibile sia innocente. Come regola sull'onere della prova, la massima significa che spetta all'autorità di accusa provare la colpevolezza dell'imputato, e non a quest'ultimo dimostrare la propria innocenza.»
#2. Valutazione delle prove e principio in-dubio
DTF 144 IV 345 (23 maggio 2018) Il Tribunale federale chiarisce il rapporto tra libera valutazione delle prove e presunzione di innocenza. Decisivo è la delimitazione tra raccolta delle prove e valutazione delle prove nell'applicazione del principio in-dubio.
«Il principio del libero apprezzamento delle prove non lascia spazio per un'applicazione della regola in dubio pro reo alla raccolta e all'esame dei mezzi di prova. La presunzione di innocenza entra in gioco solo in una fase successiva. Solo il trascurare dubbi manifestamente rilevanti può fondare una violazione del principio in-dubio.»
DTF 129 I 49 (8 febbraio 2002) Il Tribunale federale precisa i requisiti per le perizie psicologiche di attendibilità. La presunzione di innocenza richiede una valutazione delle prove metodologicamente ineccepibile per le dichiarazioni testimoniali.
«Per l'accertamento del contenuto di verità delle dichiarazioni testimoniali infantili in caso di sospetto di abuso sessuale su minori esistono standard professionali. I requisiti metodologici per la perizia psicologica di attendibilità delle dichiarazioni testimoniali devono essere rigorosamente rispettati.»
#3. Presunzione di innocenza nel diritto delle assicurazioni sociali
DTF 138 V 74 (19 dicembre 2011) Il Tribunale federale applica la presunzione di innocenza ai procedimenti di assicurazioni sociali. In caso di restituzione di prestazioni percepite illegittimamente si applicano i requisiti costituzionali per la valutazione delle prove.
«I requisiti costituzionali per la valutazione delle prove devono essere osservati anche nel diritto delle assicurazioni sociali, quando si tratta della restituzione di prestazioni percepite illegittimamente e si applica un termine di prescrizione penale più lungo.»
#4. Applicazione a procedimenti simil-penali
DTF 139 I 72 (29 giugno 2012) Il Tribunale federale estende le garanzie dell'art. 32 Cost. alle sanzioni del diritto della concorrenza. Le sanzioni del diritto della concorrenza secondo l'art. 49a LCart hanno carattere penale rispettivamente simil-penale.
«Le sanzioni del diritto della concorrenza secondo l'art. 49a LCart hanno un carattere penale rispettivamente simil-penale. Le garanzie degli art. 6 e 7 CEDU nonché degli art. 30 e 32 Cost. sono applicabili a tali sanzioni.»
#II. Diritti di informazione e difesa (capoverso 2)
#1. Diritto all'informazione sulle accuse
DTF 143 IV 63 (21 dicembre 2016) Il Tribunale federale definisce i requisiti per l'atto di accusa. L'atto di accusa deve delimitare chiaramente l'oggetto del procedimento giudiziario (funzione di delimitazione).
«Secondo il principio accusatorio, l'atto di accusa determina l'oggetto del procedimento giudiziario (funzione di delimitazione; art. 9 e art. 325 CPP; art. 29 cpv. 2 e art. 32 cpv. 2 Cost.; art. 6 n. 1 e n. 3 lett. a e b CEDU). Il tribunale è vincolato alla fattispecie riportata nell'accusa (principio di immutabilità), ma non alla sua qualificazione giuridica da parte dell'autorità di accusa.»
#2. Diritto di confronto
DTF 131 I 476 (11 ottobre 2005) Il Tribunale federale rafforza il diritto di interrogare i testimoni a carico. Il diritto di interrogare il testimone a carico è assoluto quando la testimonianza è decisiva per la condanna.
«Il diritto di porre domande al testimone a carico è assoluto quando la testimonianza è decisiva per la condanna. Questo diritto viene violato quando il testimone rifiuta qualsiasi dichiarazione aggiuntiva oltre quattro anni dopo il primo interrogatorio e il tribunale si basa comunque sulla prima dichiarazione, decisiva dal punto di vista probatorio.»
#3. Libertà dall'autoaccusa
DTF 149 IV 9 (17 febbraio 2022) Il Tribunale federale chiarisce l'ambito di applicazione del privilegio contro l'autoaccusa. Il principio «nemo tenetur se ipsum accusare» non giustifica il rifiuto di fornire le generalità.
«Il principio non può essere inteso né come base per un diritto all'anonimato né può giustificare il rifiuto di comunicare le generalità. L'ambito di applicazione generale del privilegio contro l'autoaccusa rimane tuttavia indiscusso.»
#4. Diritto alla difesa d'ufficio
DTF 141 I 124 (2 marzo 2015) Il Tribunale federale tratta questioni di compenso della difesa d'ufficio. La difesa d'ufficio adempie un compito statale e sottostà a particolari requisiti costituzionali.
«La difesa d'ufficio adempie un compito statale e non rientra nell'ambito di applicazione dell'art. 27 Cost. È disciplinata dalle garanzie procedurali costituzionali che prevedono un compenso adeguato.»
#III. Diritto di revisione da parte di un'istanza superiore (capoverso 3)
#1. Principio della pluralità di istanze
DTF 137 IV 219 (11 luglio 2011) Il Tribunale federale conferma il diritto costituzionale alla revisione delle sentenze penali. Il diritto alla revisione da parte di un'istanza superiore è un diritto procedurale fondamentale.
«Ogni persona condannata ha il diritto costituzionale di far riesaminare la sentenza da un tribunale superiore. Questo diritto è limitato solo nei casi eccezionali previsti dalla legge.»
#2. Eccezioni quando il Tribunale federale è unica istanza
DTF 134 IV 36 (24 ottobre 2007) Il Tribunale federale illustra la sua posizione come unica istanza in determinati procedimenti. L'eccezione dell'art. 32 cpv. 3 Cost. vale solo per i procedimenti espressamente previsti del Tribunale federale come unica istanza.
«Al Ministero pubblico spetta il diritto di ricorso in materia penale secondo l'art. 81 cpv. 1 lett. b LTF. Nei casi in cui il Tribunale federale giudica come unica istanza, il diritto di revisione da parte di un'istanza superiore è escluso per ragioni sistemiche.»
#3. Garanzie procedurali nelle decisioni di carcerazione
DTF 133 I 270 (14 settembre 2007) Il Tribunale federale definisce requisiti particolari per la carcerazione processuale penale. La sospensione legale dei termini per i ricorsi in linea di principio non vale nei casi di carcerazione.
«La sospensione legale dei termini per la presentazione di ricorsi al Tribunale federale non vale nei casi riguardanti la carcerazione processuale penale. Questa giurisprudenza tiene conto della particolare urgenza delle decisioni di carcerazione.»
#IV. Ambito di protezione e applicazione
#1. Applicazione a particolari tipi di procedimento
DTF 148 IV 205 (24 marzo 2022) Il Tribunale federale applica l'art. 32 Cost. alle indagini coperte. I divieti di utilizzazione delle prove possono intervenire in caso di violazione delle garanzie procedurali.
«L'utilizzabilità di mezzi di prova ottenuti nell'ambito di un'indagine coperta presuppone in linea di principio che siano state rispettate le garanzie procedurali, inclusa la libertà dall'autoaccusa.»
#2. Rapporto con le norme procedurali cantonali
DTF 134 I 140 (21 marzo 2008) Il Tribunale federale tratta le misure di protezione contro la violenza domestica. Le norme procedurali cantonali devono essere compatibili con le garanzie procedurali della costituzione federale.
«Nel controllo delle misure secondo il diritto cantonale di protezione dalla violenza devono essere osservate le garanzie procedurali dell'art. 32 Cost. Ciò vale in particolare per il diritto di essere sentiti e per la conduzione equa del procedimento.»
#3. Riferimenti internazionali
DTF 144 II 427 (21 novembre 2018) Il Tribunale federale tratta i procedimenti d'inchiesta del diritto penale fiscale. I procedimenti d'inchiesta ASU sottostanno alle stesse garanzie procedurali dei procedimenti penali ordinari.
«Il procedimento d'inchiesta ASU secondo gli art. 190 seg. LIFD e gli art. 19-50 OPAmm sottostà alle garanzie procedurali generali. La presunzione di innocenza e i diritti di difesa devono essere osservati anche nei procedimenti penali fiscali.»