1La legislazione sulla radiotelevisione nonché su altre forme di telediffusione pubblica di produzioni e informazioni compete alla Confederazione.
2La radio e la televisione contribuiscono all’istruzione e allo sviluppo culturale, alla libera formazione delle opinioni e all’intrattenimento. Considerano le particolarità del Paese e i bisogni dei Cantoni. Presentano gli avvenimenti in modo corretto e riflettono adeguatamente la pluralità delle opinioni.
3L’indipendenza della radio e della televisione nonché l’autonomia nella concezione dei programmi sono garantite.
4Devono essere considerati la situazione e i compiti di altri mezzi di comunicazione sociale, soprattutto della stampa.
5I ricorsi in materia di programmi possono essere deferiti a un’autorità indipendente di ricorso.
L'art. 93 Cost. disciplina la competenza della Confederazione per la legislazione radiotelevisiva e i principi costituzionali della radiotelevisione. La disposizione risale all'art. 55bis aCost. del 1984 ed è stata estesa nel 1999 ai media digitali (FF 1997 I 445). Secondo la dottrina dominante, la Confederazione ha una competenza legislativa globale ed esclusiva per la radio, la televisione e altre forme di media elettronici (Dumermuth, BSK BV, Art. 93 n. 10).
La radio e la televisione hanno un mandato costituzionale quadruplice: devono contribuire alla formazione, allo sviluppo culturale, alla libera formazione dell'opinione e all'intrattenimento. Questa responsabilità programmatica si concretizza nella Legge federale su radio e televisione (LRTV) del 2006. Il Tribunale federale esige un'informazione oggettiva e non manipolatrice che permetta al pubblico di formarsi una propria opinione (DTF 137 I 340).
L'indipendenza di radio e televisione nonché l'autonomia programmatica sono garantite costituzionalmente. Ciò esclude la censura preventiva statale, ma consente il controllo successivo da parte dell'Autorità indipendente di ricorso (AIR). La SSR è vincolata ai diritti fondamentali anche nelle attività sui social media e deve rispettare la libertà di opinione degli utenti (DTF 149 I 2).
Un esempio concreto: se una stazione televisiva informa in modo unilaterale su uno scandalo politico in una trasmissione informativa e tace punti di vista contrari, viola il principio di oggettività. Gli interessati possono presentare un reclamo programmatico presso l'AIR (art. 93 cpv. 5 Cost., art. 89 segg. LRTV).
È controversa la portata della competenza federale per i media online. Saxer la limita ai programmi e alle applicazioni funzionalmente equivalenti (Saxer, BSK BV, Art. 93 n. 14), mentre altri autori ritengono sia coperta l'intera comunicazione pubblica online (Graber/Kerekes, sic! 2012, 421). Il Tribunale federale ha confermato il vincolo ai diritti fondamentali per le apparizioni sui social media della SSR, senza chiarire la questione di principio della competenza.
L'art. 93 Cost. si basa sull'art. 55bis aCost. del 1984, che conferiva alla Confederazione una competenza normativa completa per radio e televisione (FF 1981 III 746). La revisione totale del 1999 ha esteso tale competenza alle «altre forme di diffusione di spettacoli e informazioni per telecomunicazione destinate al pubblico», per tener conto dello sviluppo tecnologico (FF 1997 I 445). La disposizione costituzionale persegue l'obiettivo di dare ai media elettronici un quadro costituzionale che riconosca tanto la loro funzione sociale quanto garantisca la loro indipendenza (FF 1997 I 446 s.).
L'art. 93 Cost. si trova nella sezione sulle competenze della Confederazione e segue immediatamente l'art. 92 Cost. (Poste e telecomunicazioni). La disposizione presenta stretti collegamenti con i diritti fondamentali della comunicazione (→ art. 16 Cost. Libertà di opinione e d'informazione, → art. 17 Cost. Libertà dei media). Essa concretizza la libertà d'informazione per il settore radiotelevisivo e la completa con specifiche garanzie istituzionali (Dumermuth, BSK BV, art. 93 n. 4). La norma è primariamente una disposizione di competenza con riferimenti ai diritti fondamentali, ma non costituisce essa stessa un diritto fondamentale (SGK BV-Ehrenzeller/Schindler, art. 93 n. 2).
N. 3Elementi della fattispecie / Contenuto normativo
N. 3.1Competenza federale (cpv. 1)
La competenza legislativa della Confederazione per radio, televisione e altre forme di diffusione per telecomunicazione destinata al pubblico è, secondo la dottrina prevalente, completa ed ha effetto originariamente derogatorio rispetto al diritto cantonale (Aubert/Mahon, Petit commentaire, art. 93 n. 4; Cottier, in: Mäder/Uebersax, art. 93 n. 12; Dumermuth, BSK BV, art. 93 n. 10). Un'opinione minoritaria vede competenze concorrenti di Confederazione e Cantoni, nella misura in cui la Confederazione non abbia fatto uso in modo conclusivo della sua competenza (Biaggini, BV-Kommentar, art. 93 n. 6; Tschannen, in: Tschannen/Zimmerli/Müller, § 5 n. 28).
N. 3.2Portata della competenza federale
È controversa la portata della competenza federale per i media online. Secondo Saxer l'art. 93 Cost. comprende solo programmi e applicazioni funzionalmente equivalenti (Saxer/Brunner, Rundfunkrecht, n. 142; Saxer, BSK BV, art. 93 n. 14). L'opinione contraria sostiene che l'intera comunicazione pubblica nell'ambito online ricade sotto la competenza legislativa (Graber/Kerekes, sic! 2012, 421; Weber, Medienkonzentration, 87 ss.). La DTF 149 I 2 ha risposto a questa questione per l'ulteriore offerta pubblicistica della SSR nel senso che sono comprese anche le attività sui social media.
Radio e televisione hanno un mandato di prestazioni costituzionale con quattro elementi: formazione, sviluppo culturale, libera formazione dell'opinione e divertimento. Queste funzioni sono equivalenti, benché la funzione di formazione dell'opinione abbia un peso particolare (Müller/Schefer/Zeller, in: Müller/Schefer, 493). La considerazione delle «particolarità del Paese» comprende plurilinguismo, federalismo e diversità culturale (Nobel/Weber, Medienrecht, n. 523).
N. 4.1 _Obbligo di oggettività**
L'obbligo di presentazione obiettiva non richiede un'oggettività assoluta, bensì veridicità e diligenza giornalistica (Barrelet/Werly, Droit de la communication, n. 1842). La DTF 137 I 340 ha precisato che le trasmissioni informative devono essere concepite in modo che il pubblico possa formarsi una propria opinione. La cronaca manipolativa è inammissibile.
N. 4.2 _Obbligo di pluralismo**
La rappresentazione adeguata della pluralità delle opinioni si riferisce al programma complessivo, non alle singole trasmissioni (Dumermuth, Programmaufsicht, 156). La DTF 134 I 2 ha confermato che sono ammissibili anche ritratti personali di politici, purché non abbiano un effetto propagandistico unilaterale.
N. 5.1Indipendenza dallo Stato e autonomia dei programmi (cpv. 3)
L'indipendenza garantita comprende sia l'indipendenza istituzionale dei diffusori sia la libertà redazionale (SGK BV-Zeller, art. 93 n. 31). L'autonomia dei programmi esclude la censura preventiva statale, ma consente il controllo successivo da parte dell'AIEP (Dumermuth, BSK BV, art. 93 n. 35). La DTF 139 I 306 ha esteso il vincolo ai diritti fondamentali della SSR anche all'agire di diritto privato nell'ambito pubblicitario.
N. 5.2Obbligo di riguardo (cpv. 4)
L'obbligo di riguardo vincola legislatore e autorità esecutive a considerare l'esistenza e la funzione di altri media (Weber, Rundfunkfreiheit, 234). Esso però non fonda alcun diritto alla protezione della concorrenza (Dumermuth, BSK BV, art. 93 n. 41).
N. 5.3Diritto di ricorso (cpv. 5)
L'art. 93 cpv. 5 Cost. garantisce un diritto di ricorso a un'istanza indipendente per i ricorsi sui programmi. L'AIEP non è un'autorità di censura, bensì controlla successivamente il rispetto delle disposizioni sui programmi (Dumermuth, BSK BV, art. 93 n. 48). La DTF 134 II 260 ha chiarito che l'AIEP non ha competenza per l'applicazione di diritto individuale della protezione della personalità.
La controversia su competenza federale concorrente o esclusiva rimane irrisolta. Mentre Aubert/Mahon, Cottier, Mäder e Dumermuth partono da una competenza federale completa (Dumermuth, BSK BV, art. 93 n. 10), Biaggini e Tschannen vedono spazio per regolamentazioni cantonali in ambiti non disciplinati in modo conclusivo (Biaggini, BV-Kommentar, art. 93 n. 6).
N. 6.2Campo d'applicazione per i media online
La disputa sulla copertura delle offerte online divide la dottrina. Saxer limita la competenza ai programmi lineari e alle offerte funzionalmente equivalenti (Saxer, BSK BV, art. 93 n. 14). La posizione contraria di Graber/Kerekes e Weber comprende tutte le forme di comunicazione online pubblica (Graber/Kerekes, sic! 2012, 421).
I diffusori devono rispettare le prescrizioni costituzionali nella concezione dei programmi, ma dispongono di considerevole margine di manovra. L'oggettività deve essere giudicata più rigorosamente nelle trasmissioni informative che nell'intrattenimento. Per temi controversi si raccomanda una rappresentazione equilibrata di diversi punti di vista nel programma complessivo. I ricorsi sui programmi devono essere presentati entro 20 giorni all'AIEP (art. 95 LRTV). La SSR è vincolata ai diritti fondamentali anche nelle attività sui social media (DTF 149 I 2).
DTF 149 I 2 del 29 novembre 2022
La SSR è vincolata ai diritti fondamentali nella sua restante offerta pubblicistica e deve garantire la tutela della via giuridica.
Questa sentenza innovativa stabilisce la garanzia costituzionale della via giuridica in caso di interventi della SSR nella libertà di opinione attraverso la cancellazione di commenti degli utenti sui social media.
«La SSR è vincolata ai diritti fondamentali nella sua restante offerta pubblicistica (üpA); ciò vale - a causa dello stretto nesso contenutistico tra il suo contributo redazionale e i commenti degli utenti a riguardo - anche nella misura in cui cancella tali commenti basandosi sulla sua 'Netiquette'.»
DTF 139 I 306 del 1° gennaio 2013
La SSR è vincolata ai diritti fondamentali anche nell'agire privatistico nell'ambito pubblicitario e può rifiutare messaggi pubblicitari solo in caso di contenuto illecito o interessi propri preponderanti.
La sentenza precisa il vincolo ai diritti fondamentali della SSR al di fuori del settore propriamente programmatico e stabilisce importanti criteri per il bilanciamento degli interessi.
«Nel suo agire privatistico nell'ambito pubblicitario la SSR è vincolata ai diritti fondamentali. Essa deve tenere conto in particolare (anche) del contenuto ideale dei diritti di libertà. Il mero timore che una pubblicità controversa (ideale) possa nuocere alla sua reputazione non costituisce un interesse sufficiente per rifiutare la diffusione di uno spot pubblicitario a lei critico, fintanto che il committente non agisce illecitamente.»
DTF 136 I 167 del 1° gennaio 2009
In linea di principio non esiste alcun «diritto all'antenna», salvo in caso di compromissioni costituzionalmente rilevanti.
La sentenza conferma la giurisprudenza restrittiva sul diritto di accesso e mostra i limiti della pretesa costituzionale di accesso al programma.
«Come espressione della libertà dei media, del programma e dell'informazione, in linea di principio non esiste alcun 'diritto all'antenna', ossia nessuna pretesa che un organizzatore conceda a una determinata persona l'accesso al programma.»
DTF 137 I 340 del 18 novembre 2011
La correttezza secondo l'art. 4 cpv. 2 LRTV concretizza il precetto costituzionale dell'art. 93 cpv. 2 Cost. e richiede una comunicazione obiettiva, non manipolativa.
La sentenza sviluppa criteri centrali per la valutazione radiotelevisiva di trasmissioni informative e del loro obbligo di obiettività.
«Le trasmissioni redazionali con contenuto informativo devono riprodurre fatti ed eventi in modo corretto, affinché il pubblico possa formarsi una propria opinione. Un contributo non deve nel complesso agire manipolativamente, il che avviene quando lo spettatore (interessato) viene informato impropriamente in violazione dei doveri di diligenza giornalistica.»
DTF 134 I 2 del 1° gennaio 2007
L'autonomia del programma secondo l'art. 93 cpv. 3 Cost. è garantita anche per trasmissioni politicamente sensibili alla vigilia di elezioni, purché sia rispettato il precetto di correttezza e pluralità.
La sentenza mostra la portata dell'autonomia del programma per contenuti politicamente delicati e definisce i limiti della configurazione redazionale ammissibile.
«Un ritratto personale e benevolo di un politico con un percorso non convenzionale immediatamente prima delle elezioni di rinnovo non viola le prescrizioni radiotelevisive, se non ha un effetto propagandistico unilaterale e il pubblico viene informato sulla situazione particolare.»
DTF 131 II 253 del 17 dicembre 2003
Il giornalismo provocatorio e qualitativamente discutibile non viola il precetto di correttezza se nella valutazione complessiva sono presenti elementi relativizzanti.
La sentenza concretizza il criterio per il giornalismo investigativo e mostra come la comunicazione controversa rimanga ammissibile dal punto di vista radiotelevisivo.
«Il controverso contributo filmico sul tema dell'abuso delle rendite da parte di stranieri era provocatorio e qualitativamente discutibile in singoli passaggi; in una valutazione complessiva non violava tuttavia alcuna disposizione programmatica considerando la conversazione in studio relativizzante.»
DTF 135 II 296 del 18 giugno 2009
L'obbligo radiotelevisivo di diffusione per programmi televisivi privati presuppone che il programma contribuisca in modo particolare al compimento del mandato costituzionale.
La sentenza precisa i presupposti per i diritti di accesso degli organizzatori privati alle reti di trasmissione e sviluppa criteri qualitativi per il contenuto del programma.
«Per l'emanazione di un ordine di diffusione secondo il nuovo diritto, il programma deve contribuire in modo particolare al compimento del mandato costituzionale. Un programma che, nonostante contributi sportivi specificamente svizzeri, continua a consistere in misura considerevole di produzioni (call-in, erotismo, cartomanzia) che non offrono alcun valore aggiunto all'offerta programmatica esistente, non soddisfa questo requisito.»
DTF 135 II 224 del 1° gennaio 2009
Il diritto di breve cronaca comprende sia il «Physical Access» sia il «Signal Access» a condizioni adeguate.
La sentenza concretizza le modalità del diritto di breve cronaca ancorato costituzionalmente e la sua attuazione pratica.
«Il 'Physical Access' secondo l'art. 72 cpv. 3 lett. a LRTV 2006 comprende la facoltà di girare, nel quadro delle possibilità tecniche e spaziali sul posto, anche proprie immagini di gioco.»
DTF 141 II 182 del 13 aprile 2015
La tassa di ricezione radio e televisiva deve essere qualificata come imposta di scopo o tassa sui generis e non è soggetta all'obbligo dell'imposta sul valore aggiunto.
La sentenza chiarisce la natura giuridica della tassa di ricezione e la sua classificazione fiscale alla luce dell'art. 93 Cost.
«A causa dell'evoluzione del diritto radio e televisivo, non si può mantenere la qualificazione della tassa di ricezione come tassa di regalia. Chi riceve trasmissioni radio e televisive esercita un diritto costituzionale, per cui non può sussistere una cessione di diritti nel senso dell'art. 3 lett. e LIVA.»
#Protezione della personalità e diritti individuali
DTF 134 II 260 del 1° gennaio 2008
Gli organizzatori di trasmissioni radio e televisive sono obbligati al rispetto dei diritti fondamentali e della dignità umana, mentre l'AIEP non ha competenza per far valere individualmente la protezione della personalità.
La sentenza delimita le pretese di protezione radiotelevisive da quelle individuali e mostra i limiti della competenza dell'AIEP.
«Obbligo degli organizzatori di trasmissioni radio e televisive di rispettare i diritti fondamentali e in particolare la dignità umana. Mancanza di competenza dell'Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva per far valere la protezione individuale della personalità.»
DTF 132 II 290 del 24 maggio 2005
Riassunto della giurisprudenza sui requisiti programmatici: le trasmissioni devono essere corrette, plurali e favorevoli alla formazione dell'opinione.
La sentenza sistematizza i requisiti minimi radiotelevisivi e sviluppa un sistema coerente del controllo del programma.
«Il precetto di obiettività derivato dai requisiti programmatici dell'art. 4 LRTV richiede che l'ascoltatore o lo spettatore non sia fuorviato dai fatti trasmessi e possa formarsi una propria opinione. È invece ammissibile una rappresentazione soggettivamente caratterizzata, purché sia riconoscibile come tale.»
DTF 138 I 154 del 1° gennaio 2012
Né dalla PA né dalla LRTV risulta un obbligo generale di condurre un secondo scambio di scritti nelle procedure di ricorso davanti all'AIEP.
La sentenza precisa i requisiti procedurali nelle procedure di ricorso radiotelevisive e la portata del diritto di essere sentiti.
«Il diritto di replica non è identico alla pretesa di un secondo scambio di scritti e può essere concesso in determinate circostanze anche in altro modo, ad esempio attraverso la possibilità di prendere posizione su nuovi punti nel quadro dell'udienza orale.»